SANTA EUROSIA DA JACA
Compendio storico su Sant´Eurosia vergine martire di Jaca in Tarragona. Sicura relazione relativa al suo culto e congetture sulla sua vita e patria.
Nella Spagna Tarragonese, che giace ai piedi dei Pirenei, vi è una sola diocesi vicinissima ad essi, quella di Jaca.
La città si trova presso il fiume Aragone (da cui il nome della regione Aragona).
Il fiume passando dai Pirenei a mezzogiorno volge il suo corso ad occidente.
Con un corso simile per la medesima diocesi passa il fiume Gallega che si congiunge poi con 1’Ebro.
Oltre il Gallega poco lontano da Jaca, al di qua del torrente Bassa, si trova Ayerbe (o Hiebra o Yebra), nei pressi della quale è presente una caverna,
al di sotto di una rupe, che la leggenda vuole abbia offerto nascondiglio a Sant´Eurosia. Non lontano da questo luogo si può trovare una fonte,
che porta il suo nome, quasi a voler significare che fosse scaturita dalle preghiere della santa per soccorrere i compagni travagliati dalla penuria d’acqua,
cosa che, essendo il fiumiciattolo sopra nominato così vicino, appare scarsamente credibile. Ammettiamo pure che quella fonte sia vicino alla caverna,
e perciò sia stata adoprata dalla stessa santa, e questo basta, per dar ragione della denominazione assunta. L´"Epistola spagnola",
insieme con una lettera credenziale, firmata dai giudici giurati della città di Jaca e munita del sigillo cittadino del 19 maggio 1568
veniva spedita per persuadere i re a prestare la loro opera di intercessione presso il pontefice Pio V insieme con Filippo II, re di Spagna, al fine che la santa,
figlia del re di Boemia (cosi si credeva a Jaca), venisse ritenuta degna della solenne canonizzazione dei santi, e che perciò 1’officio liturgico, che su di lei
si recitava in quella sola città, divenisse comune a tutta 1’Aragona e altresì a tutti i regni della Spagna. Ecco parte del contenuto dell’Epistola:
"Tramandano che, nella caverna, la santa sia stata catturata dai Mori insieme con i compagni. Eurosia, rifiutatasi di divenire la
sposa del comandante dei barbari venne uccisa e il corpo di lei, avvolto in una pelle e trasportato da un pastore di pecore esortato a far ciò da un angelo.
Al passaggio del corpo della santa le campane suonavano spontaneamente. Destati dal richiamo di queste, il vescovo e il clero del luogo, usciti fuori di casa,
andatale incontro sulla via, 1’avrebbero accolta con reverenza e collocata nella cattedrale del medesimo luogo dove, fino ad oggi, si conserva con grande
venerazione. La sua intercessione viene invocata in modo particolare per ottenere la pioggia tutte le volte che manca. Infatti le sacre reliquie di Eurosia
non possono essere portate in processione all’aperto, senza che, nello spazio di tre giorni, non sia data pioggia copiosa dal cielo. Il sacro corpo si conserva
compatto ed emana da se soave odore. Il capo, anch’esso ancora integro, viene invece conservato nel luogo del martirio. Quando il vescovo Giovanni di Navarra
volle prendere, per se, una qualche particella della reliquia, d’improvviso, scaturì dalla ferita sangue vivo che, raccolto in una pezza di cotone,
venne conservato. Fino ad oggi nella medesima pezza di cotone questo sangue continua a sussistere e ad accumularsi. Si celebra la festività il giorno
dopo quella di San Giovanni Battista, quando a Jaca e nei luoghi circonvicini accorrono gli abitanti di più di 100 villaggi.
Anche il corpo stesso della santa viene esposto alla vista". Che cosa poi sia accaduto e fino a che punto sia andata avanti la trattativa a Roma, non si trova scritto in nessun luogo.
In particolare alcuni testi dicono che il pastore che aveva ritrovato il corpo aveva suonato egli stesso le campane al fine di richiamare
l’attenzione del clero. Alcuni testi sostengono che durante la persecuzione indetta dal perfido re di Cordoba Abdarragma contro i cristiani di Spagna,
fra i santi che subirono il martirio, fu la beata Eurosia; il corpo di lei fu portato nella città di Jaca, dove Dio offrì miracoli per intercessione di lei.
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